Parte 71

“ Colpiti, indifesi, perduti e spaventati. Sconfitti. Noi così egocentrici eroi dall’orgoglio colmo di ogni impresa. Noi così battuti da noi stessi, da ogni errore distrattamente lasciato indietro di almeno un passo. Abbiamo perso, abbiamo perso tutti, almeno fin qui. Nella nostra storia capitoli macchiati di sangue e vergogna, fin troppo dolorosi da ricordare, sono diventati il susseguirsi continuo di pagine intrise d’odio, rabbia e follia che non siamo più in grado di controllare, insopportabilmente reale. Forse non c’è mai stata per noi una vera vittoria, forse non siamo fatti per essere dei vincenti, o forse si, ma non abbiamo ancora trovato il modo di diventarlo. Quel che è chiaro è che abbiamo perso, che perdiamo ciclicamente inciampando nei nostri stessi passi, che perdiamo ogni giorno in cui da soli, tra di noi, ci facciamo male. Eppure ci sentiamo grandi anche da terra, dopo essere caduti. Senza umiltà. E ci sentiamo forti anche se feriti, lacerati, moribondi. Senza umiltà. Continuiamo a perdere, sempre. Mentre perdiamo le nostre emozioni, mentre perdiamo il buon senso, mentre perdiamo di vista gli altri. Perdiamo la capacità di ascoltare, perdiamo la tolleranza, perdiamo il rispetto. Perdiamo il bisogno delle cose semplici, perdiamo la voglia di incontrarci, di amare, baciare, abbracciarci anche senza un motivo. Perdiamo l’amore. E perdiamo la capacità di sopportare la fatica che serve per costruire una vita insieme, di capire chi o cosa abbiamo di fronte, di aiutare chiunque in ogni sua mancanza. Perdiamo la nostra umanità giorno per giorno. L’umano che perde umanità. Una sconfitta clamorosa. Abbottonati dentro le nostre giacche ci limitiamo a osservare inermi quel che accade aspettando la prossima conferma, pronta a ribadire che teniamo a non perdere mai solo una cosa: l’ennesima occasione per mostrarci, come in un riflesso, tutto quello che di peggio possiamo essere, ciò che forse realmente, in fondo, siamo. Ma convincersi di non avere altre occasioni per diventare migliori, convincersi che sia tutto qui e che non ci sia alcuna possibilità di salvezza sarebbe soltanto un’altra clamorosa sconfitta. Perché noi non possiamo essere solo questo, non possiamo, e in ogni nostro giorno potremmo cercare la nostra persona migliore, il nostro umano, e offrirlo a noi stessi per offrirlo agli altri. Soluzione o no, fin qui abbiamo perso, ma a quanto pare non abbastanza. Quanto dovremo ancora perdere?”

E.B.


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