” È sottile la linea che separa l’essere in grado di dare agli altri dal mettere in disparte se stessi. È impercettibile, un invisibile filo di seta che scorre come un fiume serpeggiante tra due terre estremamente differenti. Eppure spesso ci perdiamo nella sua immensità, nella sua incredibile capacità di confonderci le idee e di non lasciarci vedere ciò che dovremmo, invece, sulla sponda opposta. Come nebbia attorno alla testa, come fumo davanti agli occhi, ti lasci guidare dal canto di sirene troppo belle per essere evitate. Ma poi le stagioni cambiano, e il cielo torna limpido, e l’aria attorno a te diventa respirabile. Ti ossigeni, e mentre guardi ciò che hai intorno ti rendi conto di essere esattamente in equilibrio su quel filo, a braccia larghe, con la fronte aggrottata, concentrato a non cadere. Non più, perlomeno. Da lassù il panorama è un incanto, ma prima di potertelo godere ti rendi conto che devi imparare a camminare su quel filo senza impedimenti, senza incertezze. Ti senti paralizzato all’inizio, pronto a lasciarti andare da una parte, poi dall’altra, e barcolli come se non avessi mai imparato a stare eretto. Ma sei lì, sai che c’è, sai che puoi vederlo, toccarlo, sentirlo. Sai che lui una possibilità te la sta dando e te la darà sempre, per quanto sia complicato camminarci sopra sai per certo che se dovessi cadere la colpa sarebbe solo e soltanto tua. Sei un incredibile universo di profumi, gioie, colori, emozioni. Sei un mare di onde dolci e luccicanti, sei la spiaggia dove queste si infrangono, sei la collina che la sovrasta ed il prato che la precede. Sei i suoi fiori, ed i suoi colori, e sei i suoi profumi. Sei la mano di un bambino che li accarezza e sei la sua corsa. Libera e spensierata. Sei tutto questo e anche molto di più, ma non puoi saperlo se non riesci a vedere quel sottile, impercettibile, infinito confine.”
E.B.