Parte 9

” Ora che i nostri sguardi s’intendono mi sento pronto a chiederti qualcosa, qualcosa che mi spetta, qualcosa che inevitabilmente sarei arrivato a chiederti. Sai a cosa mi riferisco, sai i limiti, le paure, le mancanze. Conosci ciò che opprime e ciò che libera. Le gioie, le compensazioni. E adesso io conosco te, parte bella e accomodante seppur diffidente e silenziosa. Grazie per aver illuminato questa stanza e aver evidenziato ogni oggetto fuori posto. Grazie per avermi preso la mano e per aver accarezzato il mio viso così dolcemente da invitare il mio sguardo a guardare ciò che doveva. Grazie soprattutto per non aver ancora finito. Il tuo viso è come un abbraccio, ed tuoi occhi, in silenzio, sussurrano verità decisamente troppo pure e semplici per essere capite senza il tuo invito. Profumi di una sera di tarda primavera, colorata di fiori di pesco e d’arancio, e ti circondi della sua calma, consapevole e innamorata di quel che dopo di te sarà. Ora che i nostri sguardi s’intendono posso finalmente chiederti di non sorridermi mai in un giorno di sole, quando l’acqua è calma e la brezza lieve. Di non sorridermi mentre, un passo alla volta, mi avvicino a te, e gli alberi si rivestono delle loro foglie. Sorridimi in un giorno di pioggia. Sorridimi in un giorno qualunque, quando l’acqua è scura e salta fino a toccare il cielo. Quando il vento sul mio viso non mi lascia aprire gli occhi. Sorridimi mentre, un passo alla volta, mi allontano da te, e le foglie cadono in autunno sino adagiarsi a terra. Sorridimi in tutti questi momenti. Anche per poco. Anche se solo io e te potessimo accorgerci di quell’invisibile incurvarsi delle tue labbra. Sorridimi così, e mai smetterò di rispettare i momenti in cui non lo farai.”

E.B.


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