Parte 18

” C’era un vecchio sul mio cammino, se ne stava lì, immobile, a fissare quei cartelloni con scritti i nomi dei morti. Ed un velo pareva coprirgli il volto. Mi sono fermato a guardarlo, qualcosa in lui era diverso. Osservava quei nomi e dai suoi occhi si riusciva a toccare il dolore che provava, come se percepisse il male dei loro cari. Li conosceva tutti in quel momento, ed io, continuando a guardarlo, ho pensato che almeno uno doveva conoscerlo per davvero. Cosa c’era dietro quello sguardo? Cosa dovevo capire da quel volto che ora più di ieri era segnato dalla fatica di un giorno in più? E’ assurdo pensare come la scia che resta alle nostre spalle possa essere piena di attimi, e come ci colpisca forte ogni qual volta fermiamo il passo. Nel luccichio sulle palpebre di quell’uomo ogni goccia era un pensiero, e quel nome, che io non saprò mai quale fosse, per lui significava molto più di un semplice annuncio. Ho cominciato a sentirlo, così ho preso ad ascoltarlo da lontano, in silenzio. La sua testa trasmetteva a colori immagini di un passato in bianco e nero, ed in sequenza stava ripercorrendo un sentiero forse dimenticato. Credo stesse guardando quelli che la gente comunemente definisce ricordi, ed in loro sicuramente quel nome aveva un ruolo da protagonista. Emozione, sentimento, passione. E la rabbia, i sorrisi lasciati a metà, i pianti del bambino che non è più. Il fare l’amore per la prima volta. Il farlo per l’ultima. Le amicizie nate e poi svanite, quelle mai passate, quelle più sentite. I traguardi trionfanti e quelli mai raggiunti. I rimpianti, le gioie, i rimorsi. Gli amori trovati e quelli persi malamente e Dio solo sa come. Il profumo del pane appena sfornato e le mani di un figlio a cui poter insegnare. E la presenza di un figlio a poterlo curare. C’era tutto nella sua scia. C’era la sua vita, tornata in superficie prepotente e inevitabile. E forse quel vecchio, in fondo, evitarla non voleva, per sentirsi ancora vivo, per ribadire col suo dolore e la sua dignità che lui era ancora lì. C’era tutto nella sua scia, tutto ed una cosa in più: la consapevolezza che di lì a poco avrebbe ripreso a passeggiare, dirigendosi lentamente dove la sua scia sarebbe andata a sfumare. Ora è la mia scia che sbatte contro di me, piango ricordi per entrambi. Poi quel vecchio se ne va, senza sapere che ho vissuto insieme a lui, e non mi lascia altra scelta che ricominciare a camminare un passo avanti alla mia ombra.”

E.B.


Lascia un commento