” Passi altrui, passi di cemento, voci che provano a ricordarmi di te. Io le sento, le ascolto, e le faccio mie mentre cerco di rimanerne lontano, quasi in disparte. Ma loro son maestri, e con piccoli colpi di pennello ti disegnano come io odiavo fare e come io odiavo fosse fatto, dipingendo quel profilo che era sotto gli occhi di tutti e che a tutti sarebbe bastato. Ma non a me. Continuano a riempirsi la bocca di noi e lo sguardo di te, ed ancora una volta mi regalano validi motivi, come se già non ne avessi abbastanza. A volte i giorni cancellano gli eventi, altre, invece, li fanno riaffiorare in superficie come corpi morti. Ed i volti delle persone, come ora il tuo, cambiano man mano che il velo scivola via, scoprendo qualcosa che forse volevi rimanesse celato, fino a che nei ricordi non resta che una te pressoché sconosciuta, alla quale non ho più voglia di presentarmi. Poi mi fermo. Perché basta così. Perché le voci riempiono il silenzio attorno a me, ma quel che ho dentro è solo mio e tale deve rimanere. E mi fermo di nuovo.”
E.B.
è sempre bello leggerti!
un abbraccio MT
Ti ringrazio moltissimo! Un abbraccio anche a te!
Come al solito non si può non rimanere colpiti da tale scrittura, che pur non adoperando ”versi”
rispecchia in realtà l’animo poetico di chi scrive. PS curiosamente sul mio libro ”Miscellanea” c’è una poesia dove parlo di ”pensieri che come corpi morti riaffiorano in superficie”
Sono al tempo stesso enormemente onorato delle tue parole e lievemente imbarazzato, e ti ringrazio molto. Riguardo la coincidenza ti chiedo scusa per aver involontariamente rubato un’immagine già tua! 🙂 Confido nel tuo perdono! A presto! Buona giornata e buon inizio di settimana!