Parte 55

“ Fini nuvole di candore, appena al di sopra dell’orizzonte, sfumano lontane in un cielo pastello, in un azzurro denso e luminoso. Oggi ho voglia di dipingere. E la sua linea che muta nel profilo di verdi, gialle e morbide colline scompigliate da un alito di vento, accarezzate dalla sua mano, che nell’oro del di loro grano nuota a fil d’aria, ed ogni spiga che s’inchina al suo passaggio, ed ogni parola che pennella un colore, che si unisce a quella prima e a quella dopo, che riempie la tela. Nel mezzo di un prato disteso al sole di fine agosto c’è una strada che passa e che porta chissà dove, proprio il posto in cui vorrei andare ora, proprio quello che vorrei non sapere. Si perde lo sguardo che la percorre, si perde alla vista, mi perdo anche io. Sull’acqua di un lago si specchia tutto ciò che ho appena dipinto, di poco distorto dalla mia fantasia e dalle sue gentili onde. S’increspa l’immagine, s’increspano i pensieri. La mano scrive parole rifratte, qualcuna distorta, altre solo lievemente sfocate. Il mio paesaggio galleggia e si muove, immobile, su nuove onde appena nate e già svanite, sopra dolci sussulti armoniosi, la voce del mio lago. Su di esse disegno riflessi che coloro d’argento e brillanti, così che qualche raggio possa provare il piacere di smarrirsi e stupirsi, così che io possa incantarmi al richiamo di uno scintillìo confuso, che danza a pelo d’acqua su ogni cresta, che pizzica e solletica il mio quadro, che lo anima. Le fronde di un salice ombreggiano un angolo di me, si innalza al cielo maestoso per poi ricadere stanco in ogni sua frasca, cullate dal sussurrare del vento, mosse dai suoi respiri, e le foglie vibrano veloci ad ogni brivido, ridono tra loro nella quiete. Sulla sponda opposta solo qualche ramo fiorito è sia cornice che parte di un abbraccio. Qualche petalo si abbandona alla brezza, scivola davanti a me tra capriole a mezz’aria e la leggerezza di una fine color pesca, e nel suo passare mi dona tinte profumate che si imprimono in questo scorcio d’estate e nelle mie parole. Poi ci sono io, in questa stanza, affacciato alla finestra di un dipinto che è vivo e che non esiste, con un pennello in mano, una tavolozza piena di lettere mescolate alla rinfusa e di frasi mai usate, e macchie di parole sulle dita, sui vestiti e sul viso. Oggi avevo voglia di dipingere.”

E.B.


2 risposte a "Parte 55"

  1. … dipingere così é trasmettere visioni e sensazioni in modo differente da un quadro muto, ma ad ogni modo ugualmente efficace. É piacevole leggerti..

    1. La scrittura è il mio modo di fare tutto ciò che in realtà non so fare, in questo caso dipingere. Ti ringrazio per essere passata e per aver lasciato questo commento, spero di ritrovarti presto qui tra le mie pagine!

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